Responsabilità medica e malasanità 

Se ti ha subito un danno, hai diritto ad un giusto risarcimento

Molte persone subiscono danni nel corso di ricoveri ospedalieri o ricevendo cure ambulatoriali: si tratta di casi di responsabilità medica e malasanità. Spesso si tratta di effetti collaterali delle terapie, oppure i danni possono invece dipendere dalle inadeguatezze della struttura, tali da non impedire che l’errore del singolo causi un danno. In questi ultimi casi è possibile ottenere un risarcimento dalla compagnia che assicura la struttura sanitaria o il libero professionista, o dalla Regione che ha deciso per l’ autoassicurazione. Avere giustizia può essere costoso, e non tutti vogliono o possono anticipare gli onorari del medico legale, di consulenti clinici e dell’avvocato. È possibile stipulare un patto di quota lite.

 

I procedimenti penali per responsabilità medica professionale sono, per tutti i medici coinvolti, fonte di sofferenze intense indipendentemente dalla loro “innocenza” o “colpevolezza”. Come diceva il giurista Carnelutti “essere sottoposti al procedimento penale è di per se stesso una pena”. Alla conclusione del processo, la pena cessa: l’ innocente è assolto e torna a casa a leccare le proprie ferite senza che nessuno si scusi con lui, il “colpevole” è condannato, ma non sconterà mai un giorno di galera grazie alla sospensione condizionale della pena. In diversi casi, la prescrizione del reato interverrà prima della conclusione del processo. In un sistema in cui la responsabilità penale è individuale, ma la causa degli eventi indesiderati è costantemente riferibile al sistema, è anacronistico persistere con la ricerca della punizione del singolo ingranaggio e meglio sarebbe operare sulla prevenzione attraverso una buona gestione del rischio clinico. 

L’unico risarcimento possibile per chi ha subito un danno a causa di errori evitabili del sistema sanitario è quello economico, attraverso una richiesta diretta alla compagnia che assicura l’azienda sanitaria di appartenenza del professionista, o quella che assicura il medico per le prestazioni svolte in rapporto libero professionale.

Noi del Centro Medico Legale a Genova non vogliamo credere che i medici che si alzano al mattino per commettere reati e creare danni alle persone che a loro si rivolgono, ma che ci siano medici che commettono errori come tutti, dall’ impiegato del Comune al magistrato. Solo chi non lavora non sbaglia mai.

Purtroppo agli errori dei Medici spesso conseguono invalidità e morte. La vittima di un caso di malasanità vede nel medico il suo nemico, il delinquente che ha commesso l’errore, e vorrebbe vederlo punito. Spesso, però, sbaglia bersaglio: in un servizio sanitario in cui i soldi sono sempre meno, il personale che va in pensione non viene sostituito nonostante i carichi di lavoro non diminuiscano, l’aumento dell’età pensionabile supera i 60 anni, la responsabilità per le cose che vanno male è di chi organizza il sistema, di chi tollera sprechi per motivi elettorali, di chi sceglie che la salute dei cittadini debba essere tutelata meno di una volta, quando avevamo uno dei servizi sanitari pubblici migliori del mondo. Il risarcimento del danno non ha i paraocchi: non individua falsi bersagli, perché risarcisce le conseguenze degli errori dei singoli e delle deficienze di sistema, che permettono all’ errore di giungere alle peggiori conseguenze.

L’importanza della consulenza medico legale

Una consulenza medico legale si rivela fondamentale in queste situazioni, in cui è buona pratica operare costantemente in tandem. Il medico legale deve infatti avvalersi di un consulente clinico per la sua competenza riguardo agli aspetti tecnici della diagnosi e delle cure, di cui dovrà valutare la correttezza. Il medico legale si occupa invece degli aspetti riguardanti il consenso, il rapporto causale, le responsabilità organizzative, la globale gestione del paziente, gli aspetti procedurali della consulenza e la sua trasformazione in una relazione chiara e comprensibile ai giuristi.

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Questo è sempre stato il modo di operare del nostro Centro Medico Legale. Il clinico da solo, non conoscendo in modo specialistico gli aspetti medico giuridici, potrebbe portare il proprio cliente verso una causa persa in partenza, con evidente aggiunta di una perdita economica al danno subito. Il medico legale da solo, invece, se avesse la presunzione di conoscere anche la clinica che solitamente non pratica, non avrebbe la possibilità di comprendere il caso nella sua completezza.

Fortunatamente, la nuova normativa sulla responsabilità sanitaria, la cosiddetta “Legge Gelli”, prevede che il giudice si avvalga in questi casi non più di un singolo consulente, ma di un collegio composto dal medico legale e dal clinico della disciplina. È quindi fondamentale che le parti facciano la stessa cosa e non lascino un singolo consulente, clinico o medico legale che sia, a confrontarsi con un collegio plurispecialistico ed ai due consulenti della controparte, di fronte ai quali ben potrebbe trovarsi in difficoltà. 

 

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